Quinoa: nuova opportunità per i coltivatori italiani

Da quando l’Onu ha sancito il 2013 come anno della Quinoa, tutti i media non fanno altro che parlare di questa fantastica pianta dalle virtù ineguagliabili, così come accennavo in un mio precedente articolo.

Dopo aver letto la notizia sul Corriere della Sera, oggi ne parla anche l’edizione cartacea de “La Repubblica”. L’articolo, a firma di Silvia Bernasconi, mette in risalto le doti in termini di nutrienti concentrati in questo pseudo cereale: proteine vegetali, amminoacidi, fibre, grassi insaturi (quelli buoni), fosforo, potassio, magnesio, ferro e calcio hanno tutti percentuali superiori a qualsiasi cereale presente in natura.

Può essere mangiata in semi o sotto forma di farina, costituendo la base per qualsiasi ricetta. Per le sue capacità nutritive viene adottata dalla Nasa per i propri astronauti.

Rincorsa dagli chef di mezzo mondo, è diventata la vera star dell’alimentazione moderna. Tenendo conto che tra le altre cose è una pianta naturalmente senza glutine, le prospettive di utilizzo della quinoa sono praticamente infinite e vanno nella direzione di quell’alimentazione gluten free buona per tutti.

Il mio auspicio è che anche ini Italia si possano cominciare ad avere coltivazioni di quinoa, vista la capacità di questa pianta di adattarsi a qualsiasi clima e di riuscire a crescere praticamente ovunque. sarebbe interessante se le varie associazioni di categoria del settore agroalimentare prendessero in seria considerazione l’ipotesi di investire in questo prodotto nel nostro paese, magari provando la produzione in località dove non è semplice sviluppare coltivazioni a noi più familiari.

Aspettiamo che le indicazioni che stanno arrivando in questi giorni a coloro che operano nel settore possano risultare stimolanti per avviare questa nuova coltura nel nostro paese.

Alfonso Del Forno

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Una risposta

  1. si bello produrre quinoa….. !!! ma nn ci sono i mezzi per farlo . le seminatrici e trebbie in italia nn ci sono . allora perche non organizzarsi prima di mettere in luce il prodotto?

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