Okorei, il birrificio vesuviano con lo spiritello.

Il nome del birrificio Okorei nasce da una leggenda che si racconta nell’Europa del nord, dove c’era uno spiritello dispettoso che andava a rubare la birra di notte nei birrifici e che inacidiva tutta quella che non riusciva a portare via. I birrai, per scongiurare l’arrivo di Okorei, mettevano un gatto nero nel birrificio a protezione della produzione. Ispirati da questa leggenda, cinque amici scelgono un gatto nero che protegge un boccale di birra come simbolo del loro progetto brassicolo, che prende il nome proprio dallo spiritello dispettoso.

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Il birrificio

Nato ufficialmente del 2014 a Mariglianella, due anni dopo la costituzione della cooperitativa dei cinque soci (Alberto, Luca, Andrea, Emanuele e Francesco), Okorei affonda le sue radici nell’attività di homebrewer del birraio Alberto Mochetti. Nel 2001, anno in cui Alberto ha cominciato a produrre birra in casa, non esistevano i moderni mezzi di comunicazione che oggi tutti utilizzano.

Lo scambio di esperienze e consigli era affidato a Hobbybirra sul web, ma soprattutto al caro vecchio telefono, che permetteva agli appassionati del tempo di comunicare le proprie esperienze. Ed è proprio attraverso il telefono che Alberto comincia a comunicare con Davide Bertinotti, uno dei guru dell’homebrewing in Italia. Dal 2001 la passione di Alberto e del gruppo iniziale di amici, trova come luogo ideale per la produzione casalinga il garage sotto casa, fino a quando, nel 2014, tutti insieme decidono di fare birra professionalmente.

Le birre

Alcune delle produzioni casalinghe continuano a essere brassate anche in birrificio, come l’Amarilla (India Pale Ale da 5,5 % vol.). A questa si aggiungono la Beermana (blanche da 5,5 % vol.), la Tramalti (scotch ale da 7,0 % vol.), la Nunenapils (golden ale da 5,0 % vol.), la Ultra (winter beer da 9,5 % vol.), la Santa Subito (tripel da 9,5 % vol.) e l’Elefante Bianco (white ipa da 6,5 % vol.). Ultima nata è la H Tagliata (American Dark Strong Ale da 6,0 % vol.) realizzata con il gruppo Homebrewing Accetta e Menny Bros.

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I riconoscimenti

Il 2020 è stato un anno di grandi soddisfazioni per Okorei, grazie premio ottenuto a Birra dell’Anno, che per il terzo anno consecutivo ha visto la Tramalti salire sul podio nella categoria di appartenenza, quella delle birre di alta gradazione alcolica di ispirazione anglosassone. Riconoscimenti sono arrivati anche nella Guida alle Birre d’Italia di Slow Food, sia per il birrificio che per le birre. Visti i risultati raggiunti, il lavoro del gatto nero sembra riuscire bene e di Okorei non vi è traccia, se non nel nome del birrificio. Le birre sono facilmente reperibili online contattando direttamente il birrificio sul sito web. Cheers!