Josif Vezzoli Birraio dell’Anno 2017: la vittoria della birra non urlata

La vittoria del titolo di Birraio dell’Anno da parte di Josif Vezzoli del Birrificio Elvo è un segnale forte per il movimento della birra artigianale italiana.

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Josif Vezzoli
Fare birre di bassa fermentazione, di facile approccio e molto beverine, è impresa ardua. Questo è un banco di prova fondamentale per capire quanto è bravo un birraio. Come far fare una pizza margherita ad un pizzaiolo o gli spaghetti al pomodoro ad uno chef. In questo Josif e il fratello Raoul ci sono riusciti. La costanza qualitativa è il biglietto da visita delle birre di Elvo, che rispecchiano la bontà e l’empatia che i due fratelli trasmettono a pelle. Sono persone genuine, che vivono il mondo della birra con tanto impegno e semplicità.

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Raoul e Josif Vezzoli
Il Birrificio

La prima volta che ho assaggiato le birre di Elvo, subito dopo il primo premio che hanno ricevuto a Birra dell’Anno nel 2014, sono stato colpito dalla semplicità della bevuta. Semplicità che si riscontrava anche parlando con Josif e Raoul, cosa che mi aveva fatto scattare immediatamente la voglia di capire dove producessero, ma soprattutto come era il posto in cui avevano costruito il birrificio. Sapevo dell’acqua che hanno a disposizione, la più dolce d’Europa, fondamentale per produrre le loro birre. La stessa acqua di Lauretana.

Sono andato a trovarli nel luglio 2016 e immediatamente ho ricevuto le risposte alle mie curiosità. Lontano da qualsiasi cosa che possa essere caotico e stressante, il Birrificio Elvo è immerso nel verde del bosco di Graglia, in provincia di Biella. Sono passato in un periodo di trasformazione, con l’ampliamento della cantina in corso, realizzata in maniera semplice e naturale, con strutture in legno. Inutile dirvi dell’accoglienza: formaggi e salumi del posto che accompagnavano le birre, mangiati sui tavoli di lavoro del cantiere. Il paradiso!

elvo-birrificioLa cantina, dove le birre riposano tutto il tempo necessario e alle temperature giuste, era caratterizzata dall’immediatezza delle informazioni, con un termometro in bella mostra in alto e tutti i dati riportati col gessetto sulla parete dei fermentatori. Spartana ma efficace, visti i risultati nel tempo. Oggi che l’ampliamento è stato completato, il birrificio ha una sala cotta di 10 hl e una cantina di 400 hl in totale.

Le birre

La birre di Josif sono di ispirazione bavarese, tutte di bassa fermentazione con la sola eccezione della Weizen. Estremamente fedeli alle ricette tradizionali, sono molto equilibrate, pulite e beverine, anche quando il grado alcolico cresce. Tra queste la mia preferita è la Schwarz, anche se bevo sempre volentieri anche le altre: Pils, Marzen, Heller Bock e Doppel Bock. Produzioni più recenti sono la Zwickel Pils Rottenburger, servita a caduta a Birraio dell’Anno, e la Elvo’s Presley, American Lager.

elvo-birra-pilsner-josif-vezzoliI premi

Il Birrificio Elvo è spesso stato vincente nelle competizioni a cui ha partecipato. Probabilmente le soddisfazioni più grandi Josif Vezzoli se le è tolte nei luoghi dove nascono le birre a cui si ispira, come nel caso dell’European Beer Star.

Certamente non sono da meno i riconoscimenti ricevuti anche a Birra dell’Anno, il concorso più importante riservato alle birre artigianali italiane, organizzato ogni anno da Unionbirrai, con grande partecipazione da parte dei birrifici. Nel 2017 erano circa 1400 le birre partecipanti!

Anche Slow Food ha premiato il Birrificio Elvo nella Guida alle Birre d’Italia 2017, assegnando il riconoscimento più importante, la Chiocciola, oltre ai premi delle singole birre.

Le birre non urlate

La vittoria di Birraio dell’Anno 2017, come già detto, è solo l’ultimo dei riconoscimenti ricevuti da Josif Vezzoli. Dal mio punto di vista, questo premio è un ulteriore segnale a cui bisogna dare il giusto peso rispetto a quelle che sono le dinamiche che riguardano l’intero comparto della birra artigianale italiana. Questo oggi occupa una quota di mercato pari a circa il 4%. Il restante 96% è detenuto da birre industriali, che rappresentano quindi la quasi totalità del consumo italiano di birra. Aggredire il 96% del mercato è fondamentale per la crescita (e la sopravvivenza) delle quasi 1500 aziende, tra birrifici e beer-firm, che animano la produzione italiana di birra.

Uno dei fattori più importanti su cui lavorare è il gradimento della birra artigianale da parte dei consumatori abituali di birra industriale. Perché questo possa avvenire, oltre all’informazione e alla formazione, c’è bisogno di offrire prodotti semplici, birre che non siano di difficile approccio e che possano rappresentare un passaggio “indolore” dai prodotti industriali a quelli artigianali. Queste birre non devono “urlare”, devono saper affascinare senza spaventare e dimostrare quanto siano buone (sempre che siano ben fatte, naturalmente).

In questa ottica, le birre di Josif Vezzoli sono l’esempio emblematico di come potrebbero essere i prodotti su cui far leva per conquistare nuove fette di mercato.

Con la crescita della conoscenza da parte dei consumatori, aumenta anche la voglia di approfondire e di assaggiare birre sempre più complesse, fenomeno questo già presente nel mondo degli appassionati. Proprio da questo mondo vengono scelti i giudici di Birraio dell’Anno. Il fatto che quest’anno gli appassionati abbiano scelto Josif Vezzoli, lo leggo come un ulteriore segno di cambiamento. Per me è il segnale che finalmente emerge chi produce birre semplici, ben fatte, ma non banali. Sono le birre che tutti berrebbero e che possono aprire il mondo della birra artigianale a tutti i consumatori di birra.

Cheers!