Birrificio Incanto, il lieto fine di una fiaba brassicola.

La genesi del Birrificio Incanto sembra uscire da una fiaba. La passione anima lo spirito delle persone in modo forte e deciso. Quando questa decide le sorti lavorative di un uomo e della sua famiglia, vuol dire che si tratta di amore puro. Come in tutte le fiabe, alla fine c’è sempre una morale. Quella di questo birrificio è legata all’intuizione di un uomo, che aveva percepito la precarietà nel suo precedente lavoro, lasciandolo prima che la barca affondasse definitivamente.

Il birraio

L’uomo in questione è Ignazio Iavarone, cinquantasettenne di Casalnuovo (Na), che decide di dare una svolta alla propria vita aprendo, nel gennaio 2019, il birrificio Incanto. Decisione ragionata che viene dopo una lunga attività da homebrewer, il percorso di formazione al Cerb di Perugia e quello per degustatori di birra con Unionbirrai.

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Il birrificio

La sala cotta di 2,5 hl e la cantina da 15 hl sono gli strumenti con cui parte il birrificio Incanto, dove cominciano a prendere forma le ricette originariamente realizzate in casa. Il Belgio è la nazione brassicola cui si è ispirato Ignazio nelle prime produzioni. Nel tempo ha cominciato a sperimentare nuove ricette, guardando con grande curiosità al mondo delle luppolature americane. Il legame col territorio è comunque forte e viscerale. Alla sua terra ha pensato quando ha prodotto la Malupina, birra con miele di Castagno del Vesuvio.

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Le birre

Luna Janca, blanche dal colore giallo paglierino, con note agrumate e speziate al naso, che ritroviamo al sorso amplificate da frizzantezza, secchezza e acidità. Una birra fresca e beverina, che non può mancare nella calde giornate estive. La meno alcolica delle birre finora prodotte prende il nome di ‘A Piccerella, golden ale che gioca le sue carte sull’equilibrio tra le note maltate e quelle luppolate. Al naso ha eleganti sentori floreali e fruttati, mentre in bocca è fresca con un finale secco.

La birra che ci ricorda nel suo nome l’estate è ‘A Stagion, saison in cui prevalgono al naso le note speziate e agrumate. La buona secchezza e la frizzantezza, accompagnate dall’alcool, sono le armi vincenti di questa birra negli abbinamenti in cui bisogna pulire la bocca. Malupina è una belgian ale caratterizzata dalla presenza del miele di castagno del Vesuvio, che rende morbida e rotonda la bevuta. Le note maltate al naso, che ricordano la frutta secca, sono presenti anche in bocca, dove c’è un buon equilibrio con i luppoli. La birra “cattiva” di casa Incanto è ‘A Malament, belgian strong ale molto alcolica, caratterizzata da note fruttate e speziate al naso. Il sorso è pieno, con l’ingresso dolce e il finale tendente all’amaro. Buona la secchezza, che nasconde l’alta gradazione alcolica. Ultima nata è ‘A Mericana, American Pale Ale dalle note agrumate al naso. Il sorso ha un ingresso dolce, mentre nel finale esprime sentori di un amaro morbido. Il corpo è leggero, ottimo per una bevuta semplice e fresca.

Le etichette

Molto interessanti le scelte grafiche di alcune etichette. La Luna Janca mostra il Vesuvio e il Monte Somma con la luna piena che si riflette a mare. ‘A Piccerella riporta semplicemente il logo del birrificio. ‘A Stagion mostra in etichetta la Casina Vanvitelliana del Lago Fusaro. La Malalupina riporta in etichetta i teschi del Cimitero delle Fontanelle, mentre il nome si rifà al modo con cui viene chiamata a Napoli una ragazza rossa sbarazzina: rossa malalupina. ‘A Malament raffigura la Fontana della Sirena Partenope di Piazza Sannazaro a Napoli. L’ultima nata, ‘A Mericana, mostra uno scorcio di Spaccanapoli con tante bandiere americane appese in sostituzione dei classici panni della tradizione. Tra le bandiere c’è anche quella del Napoli, a testimonianza della fede calcistica di Ignazio.

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